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LA GENERAZIONE DIGITALE. Prima parte

Post Blog Heidi Zorzi Generazione digitale

Tecnologia come strumento

Pensiamo a noi stessi in base alla nostra storia. Il nostro mondo sta cambiando e se vogliamo fare qualcosa contro quello che sta succedendo, lo possiamo fare.

La tecnologia sta minacciando la nostra umanità. Sta facendo scomparire il limite tra universo e macchine. Quanta parte di noi siamo disposti a regalare alla tecnologia?

Ci sono due correnti principali riguardo la tecnologia: una sostiene che

Se mai avessimo dovuto avere le cose che abbiamo, non ci sarebbe arrivato l’intuizione per crearle, quindi dobbiamo usare la tecnologia che abbiamo creato” ;

l’altra dice:

Ok, usiamola, ma non così velocemente! Il fatto che abbiamo una tecnologia non vuol dire che la dobbiamo usare fino in fondo. E’ come possedere una Maserati e correre quanto va, fregandocene dei limiti imposti….”

Il problema non è la tecnologia, ma come viene usata.

Nei tempi di guerra la tecnologia ha sempre fatto passi da gigante. Prendiamo come esempio la scissione dell’atomo, usata per la bomba atomica con il progetto Manhattan. Avrebbero potuto utilizzare questa tecnologia in tanti campi in tempo di pace, ma era tempo di guerra e fu costruita la bomba atomica.

Poi è nata la medicina nucleare, l’agricoltura nucleare. Ciò significa che la tecnologia non è buona o cattiva, dipende dall’uso che ne facciamo!

La stessa cosa succede con la tecnologia avanzata che vediamo nei nostri giorni. Ora siamo tutti connessi. Siamo più connessi che mai. Ma spesso ci sentiamo più soli che mai.

Questo tipo di connessione, in molte aree, sta sostituendo l’intimità umana. Vediamo sempre più queste dinamiche. Molti giovani conoscono solo le relazioni attraverso il cellulare. Quando sono senza telefono vanno in situazioni di stress perché non hanno più produzione di ossitocina e serotonina provocata dall’uso di questo strumento ed entrano in stati di depressione per dipendenza tecnologica.

Stiamo perdendo la connessione umana.

C’è stato un momento in cui abbiamo avuto chiaro come era fatto un robot. Se venivano usati in casa, facevano dei piccoli lavori. Ora i robot non hanno più quell’aspetto da robot; sono belli, di aspetto umano e se sono così belli possono venire usati per altro, oltre che per i lavori di casa.

In società come quella Giapponese, la produzione non soddisfa la richiesta. Vengono usati sempre più come sostituti del partner, anche per l’intimità sia fisica che emotiva. Ne risultano rapporti più puliti, senza implicazioni dovute alle frustrazioni umane, sempre pronti alle richieste. Vengono accolti come modo di vita, addirittura si è arrivati a legalizzare i matrimoni!

Gli uomini stanno scegliendo, oltre che lo sposo la sposa, anche i bambini robot, che sono sempre disponibili, non devono gestire i processi creativi della crescita, non ci sono pannolini da cambiare e quando i genitori hanno voglia di fare qualcosa senza il bambino, lo spengono e lo ripongono sulla mensola.

Tutto questo ci sta portando verso un terreno molto scivoloso. In biologia esiste la regola che dice che ogni funzione umana non usata va a perdersi. Vale per i muscoli, ma vale anche per le funzioni celebrali. Se queste capacità vengono sostituite con chip, queste capacità vengono perdute.

L’incontro tra tecnologia e umanità

Elon Musk, è un uomo brillante, un visionario, ha fatto un sacco di cose da paypall, all’e-commerce, i programmi per i viaggi civii nello spazio, poi ha creato Neuralink, una società che ha creato il primo chip da impiantare nel cervello per interfacciarsi col PC, con una tecnologia tipo wireless. Il chip viene impiantato nella neo corteccia e con questo abbiamo l’accesso diretto all’hardware del computer. I giovani gamer sono entusiasti perché possono giocare con il computer senza toccare la tastiera. Non vedono il problema.

Io vedo che la tecnologia sta sostituendo e imita qualcosa che già abbiamo ed usiamo. Nel film Matrix, solo alcune persone si rendono conto di essere nel futuro. Le persone imparano fisicamente le cose attraverso un cavo applicato al loro corpo. Il protagonista, Neo, in pochi secondi, impara a difendersi con il kung fu, connettendosi con questo impianto collegato al cervello. Certo, dirai, è solo un film, ma ci sono centinaia di esempi di situazioni che abbiamo visto nei film come fantascienza e poi le vediamo nella realtà.

Questa è una cosa che potrà accadere. C’è una filosofia che dice che tutto ciò che creiamo fuori dal nostro corpo, rispecchia ciò che già abbiamo dentro al nostro corpo. La conoscenza si modella attraverso le sue creazioni, quindi se la nostra coscienza ha creato Matrix, da dove  arrivata quell’idea?

Noi l’abbiamo creata. Noi siamo la tecnologia, noi abbiamo la capacità di imparare molto rapidamente, se solo ci applichiamo.

Ti ha incuriosito il mondo raccontato da Gregg Braden? Trovi la continuazione nel prossimo articolo!

 

Fonte: Gregg Braden

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Scritto da Heidi Zorzi

Diventare Mental Coach, mi ha aiutato a comunicare con i miei figli, con i miei allievi, in modo sempre più chiaro ed efficace, e aiuta loro a sviluppare autostima, motivazione, consapevolezza, che sono condizioni importanti sia nello sport, sia, soprattutto, nella vita.

20 Ago, 2021

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