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TU CHI SEI? PERCHE’ SEI QUI?

Heidi Post Blog TU CHI SEI? PERCHE' SEI QUI?

Tu chi sei?

Cosa ci fai n questo mondo?

Quante volte mi sono posta queste domande. E tu? Io sono certa che ognuno di noi ha uno scopo speciale: come una scintilla che ci è stata data dall’inizio della vita.

Ne sei convinto anche tu? Oppure sei di quelli che pensano di essere in questo mondo come un ammasso di cellule con l’unico compito di amare, crescere, lavorare, riprodursi e poi morire?

Anche tu sei qui per uno scopo speciale, ma come riconoscere quella scintilla unica, come viverla?

Ognuno di noi, dentro di sé ha la consapevolezza di cosa porta quella scintilla, di qual’è il motivo per cui siamo qui.

Qual’è il mio unico dono che trasformerebbe il mondo in un posto migliore?

A queste domande cerchiamo solitamente di rispondere con la nostra parte razionale, ma è molto difficile.

Molte volte non riusciamo a realizzare questo motivo, ma c’è qualcosa, dentro di noi, che ci fa fare delle azioni, imboccare delle strade che ci portano alla nostra destinazione profonda. Al nostro scopo. Fermati a pensarci, un momento.

Ognuno di noi ha degli obblighi, degli impegni, ma possiamo impegnarci affinché siano meno pressanti ed impegnarsi per il vero motivo al quale siamo chiamati, in modo che le azioni ci portino dove dobbiamo andare, ma con un senso di libertà che non si scambia con nulla.

E’ lì che il “devo” si trasforma in “voglio” ed il “voglio” si trasforma nella cosa più naturale che io faccia. E’ li che troviamo il senso ed entriamo nel flusso dell’energia vitale. Ed è sempre lì che scopriamo l’entusiasmo, quella scintilla che ci indica la strada e ci svela i perché più profondi.

Non conoscere la propria missione, invece, crea sforzo, fatica, perché si va contro la corrente.

A cosa sei naturalmente portato, nella tua vita?

Per arrivare a capire qual’è il nostro scopo, non possiamo affidarci solo alla mente razionale. Abbiamo parlato dei vari livelli di attaccamento del sé: fanatismo, interiorizzazione, identità, preferenza e sé autentico. Possiamo rivolgerci alla nostra identità, certamente, ma i risultati migliori li otteniamo quando ci rivolgiamo a nostro sé autentico che è collegato a quello superiore.

Cos’è la nostra missione? La possiamo intendere come una chiamata Divina.

Per raggiungere questa consapevolezza dobbiamo affidarci ad una tecnologia sacra, ad un suono archetipo. che metta in collegamento la nostra coscienza con qualcosa di più grande di noi. 

Magari non sarà quella definitiva, ma sarà quella che si avvicina di più a quella reale.

La missione è suggerito dall’alto, proprio per la sua natura divina.

Spiritualità e salute

Diversi studi hanno messo in correlazione il fatto di avere uno scopo, una missione, con la salute fisica. Lavorare in linea con quella missione è tanto quanto raggiungere quello scopo, quella meta.

Essere convinti di far parte di un disegno più grande, di uno scopo superiore, aumenta la sensazione di controllo sulle nostre vite e sul nostro corpo.

Riguardo al collegamento tra spiritualità e salute, vi sono molti studi; abbiamo solo l’imbarazzo della scelta.

In uno studio del 1997, pubblicato sull’American Journal of Public Healt, è stata monitorata la vita di più di 5000 abitanti, della Contea di Alameda, per ventotto anni, scoprendo che la frequentazione di ambienti religiosi o spirituali in generale, ha un effetto statisticamente rilevante sulle aspettative di vita.

Di fatto, se si subisce un intervento al cuore sostenuti dalla propria comunità religiosa, la probabilità di essere ancora vivi dopo 6 mesi, aumenta di ben tre volte.

Un altro studio, del 1994, ha coinvolto la comunità dei Mormoni, rilevando che l’incidenza del tumore nella loro comunità, era inferiore del 24% rispetto alla popolazione generale americana.

Un senso di fede, di missione, di spiritualità porta diversi messaggi:

  • Ci fa sentire partecipi di qualcosa più grande
  • Ci da la possibilità di scegliere in linea con la nostra missione
  • Ci dà effetti positivi a livello fisico

Pensa alle migliaia di suore missionarie che hanno lavorato e portato il loro servizio tra i malati di lebbra. Quelle che temevano di ammalarsi, finivano per ammalarsi veramente, Quelle spinte dalla forza dal loro entusiasmo, dalla loro carità, del loro amore, vivevano in mezzo agli ammalati senza nessun contagio.

Perché è utile conoscere la propria missione personale?

Perché nella nostra vita tutto ciò che è collegato alla nostra missione sarà più fluido, ci sentiremo accompagnati e spinti da un’intelligenza che ci guida. Tutto ciò che ci crea blocchi, rallentamenti o difficoltà, non sarà allineato alla nostra missione.

Conoscere la propria missione significa essere guidati da qualcosa più grande, poter fare scelte più oculate, avere vibrazioni più alte.

Il suono è vibrazione.

Gli effetti del suono sono studiati da millenni. A Socrate piaceva ascoltare la propria voce, lo ispirava.

La tradizione degli indiani Hupa, dice che quando ci svegliamo e ci sentiamo giù, canticchiare aiuta lo spirito a tornare in noi.

Pensa per un attimo al suono “mmm”. Secondo alcuni studi, questo è il suono archetipo del Sé. Pensiamo ai suoni di “mamma”, “ninnananna”, sono suoni legati all’origine. Alla nostra origine ed a quella del mondo. 

Pensiamo al suono sacro nelle diverse religioni: Om, Aum, Amen, Shalom, Salam, hanno tutte il loro fulcro proprio in quella “m”. Curioso, no?

Per gli sciamani è il suono che ancora a terra le nostre preghiere.

Attraverso il suono “mmm” le onde celebrali si abbassano, sollecita i nostri organi, le nostre cellule, i nostri sensi.

Forse ti stai chiedendo perché ti sto dando questi concetti..

Voglio proporti un esercizio, un piccolo compito che ti può aiutare per cercare la tua missione. 🙂

Sei pronto a metterti in gioco?

Quindi, perché sei qui?

Qual’è il tuo unico dono che trasformerebbe il mondo in un posto migliore?

Se hai risposto alle domande della scorsa settimana, hai già fatto il primo passo. Te le riporto qui, perché tu possa rispondere, se non lo hai già fatto:

Cosa ti fa sentire più vivo?
Cosa cattura il tuo cuore?
Quali sono i tuoi argomenti preferiti?
In cosa ti senti così assorto che perdi traccia del tempo che passa?
Cosa sogni di essere, di fare, di avere, di dare?

Ne aggiungo un paio che per me sono molto importanti, perché interpellano il bambino che c’è in noi:

Che tipo di bambino eri? Cosa ti piaceva fare?
Per cosa ti piacerebbe essere ricordato?

Prendi un momento per te e rispondi per iscritto a queste domande, lasciando scorrere la penna sulla pagina bianca. Vivi le sensazioni che ne scaturiscono, accettale, accoglile. Nota ciò che ti crea una reazione a livello del corpo, della tua pelle, delle tue emozioni. Fatti indicare la strada dalle immagini, da suoni, colori e sensazioni che ti appaiono nella mente.

E quando hai finito di scrivere, chiudi i tuoi occhi e cullati dolcemente con la melodia della tua voce che ad ogni espiro formula il suono “mmm”…

Inizia ad utilizzare la tecnologia sacra. Ascolta quel suono.

Ripetilo finché lo ritieni necessario. Poi cogli ogni immagine, suono o sensazione che ti si presenta. Scopri le risposte che sono già dentro di te, ora.

 E se ti va, raccontami cosa hai scoperto.
Raccontami qui!

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Scritto da Heidi Zorzi

Diventare Mental Coach, mi ha aiutato a comunicare con i miei figli, con i miei allievi, in modo sempre più chiaro ed efficace, e aiuta loro a sviluppare autostima, motivazione, consapevolezza, che sono condizioni importanti sia nello sport, sia, soprattutto, nella vita.

18 Giu, 2021

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