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ATTENZIONE E INTENZIONE. Seconda parte

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L’intenzione

Nel campo dell’attenzione rientra anche un altro fenomeno molto importante: l’intenzione

Cos’è l’intenzione? L’intenzione altro non è che il pensiero focalizzato

Quindi un pensiero con una carica specifica verso un singolo punto. Esperimenti che hanno preso in considerazione l’attenzione focalizzata e che questa intenzione potesse avere un impatto sulla nostra vita, sono di un numero incalcolabile.

Nel 1997 William Tiller, fisico e professore emerito di scienza dei materiali e ingegneria all’università di Stanford, aveva aiutato una compagnia della California che avrebbe dovuto creare un prodotto utile ad eliminare l’inquinamento elettromagnetico. Il prodotto era una scatola nera che conteneva degli oscillatori. Il funzionamento era semplice: nella scatola schermata c’erano delle memorie sulle quali erano impresse delle frequenze elettromagnetiche. Queste frequenze avevano la capacità di pulire le frequenze con le quali venivano in contatto. Notando questa ripulitura a Tiller venne in mente un’idea folle: si chiese se anche i pensieri umani potevano avere lo stesso risultato, visto che si trattava comunque di forme elettromagnetiche.

Prese a studiare il moscerino della frutta, che, solitamente, aveva un ciclo di vita di quindici giorni. Prese in considerazione diversi parametri, i più conosciuti erano i seguenti:

  • il NAD che ordina gli elettroni nella sequenza necessaria
  • La disponibilità di ossigeno
  • L’ATP e ADP che sono due molecole che permettono il rilascio dell’energia

L’idea era quella di imprimere, tramite il pensiero, con l’attenzione focalizzata, determinate frequenze alle memorie dentro le scatole nere e vedere se avevano realmente effetto sugli esseri viventi.

Dopo aver preparato l’esperimento, radunò quattro partecipanti, prese una scatola nera e chiese alle persone di entrare in uno stato profondo, con onde molto basse, poi lesse una dichiarazione che affermava l’intenzione di influenzare sinergicamente la disponibilità di ossigeno, di attivare l’attività degli enzimi dell’ADP e dell’ATP.

Le persone mantennero questa intenzione per 15 minuti.

Tiller aveva preparato poi un’altra scatola nera nella quale non era stata messa nessuna intenzione focalizzata. Preparò le due scatole e le inviò a due laboratori distanti centinaia di km per fare in modo che l’esperimento fosse neutro, non influenzato. Non disse ai laboratori quale fosse la scatola con le intenzioni e quale non le avesse. I laboratori inserirono tre moscerini della frutta in ogni scatola. Per otto mesi fecero esperimenti su 10.000 larve e 7.000 adulti di moscerini. Quando ebbero compilato tutti i dati scoprirono, non solo, che  i  livelli di ADP e ATP erano cresciuti molto di più nella scatola con l’intenzione trasmessa, ma anche che le larve si sviluppavano più velocemente del 15% della norma. L’attenzione impressa aveva causato delle modifiche tangibili a livello fisico sulla materia.

Ci sono centinaia di esperimenti simili sull’acqua, come quelli di Masaru Emoto, sulle molecole del DNA e molte altre. L’Attenzione focalizzata è in grado di cambiare i parametri fisici della materia. Se può fare questo, pensa cosa può fare alla tua vita.

Altro esempio è l’effetto Maharishi. Se non lo conosci, te ne parlo brevemente. L’effetto Maharishi è l’effetto provocato da una moltitudine di persone intente alla meditazione e ad un intento di pace che riescono a modificare sensibilmente i comportamenti sociali di una intera regione.  L’attenzione è in grado di cristallizzare un certo tipo di realtà su più livelli, tanto che anche la scienza ufficiale comincia a riconoscerla.

Questo è vero per le antiche culture, per le conoscenze sciamaniche, esoteriche, ma ora anche per la scienza ufficiale, tanto che sono nate diverse correnti che usano l’attenzione come strumento, come la Mindfulnes e la Coerenza Cardiaca.

E’ una pratica usuale dei monaci tibetani che si allenano a focalizzare e guidare la propria attenzione, ma anche la preghiera cristiana, la pratica Yoga, le pratiche di meditazione Buddista. Tutte usano delle forme di attenzione e sono state studiate anche dalla scienza ufficiale.

Studi di scienziati, medici, neurologi, hanno dimostrato la capacità dell’attenzione di favorire miglioramenti neurologici e miglioramenti immunitari.

L’attenzione non mette solo in moto attività celebrali come l’attenzione selettiva, l’accensione delle zone di controllo, ma fa in modo di farci vivere determinate realtà e su altri livelli, creare queste realtà, attraverso le onde elettromagnetiche che cristallizzano fasci di energia, come li chiamavano i Toltechi, il punto di incontro. O, come li chiama la fisica quantistica, creando il collasso dell’onda quando il pensiero diventa concreto e tangibile.

Chiediti dove va la tua attenzione. Da una parte all’altra? I risultati andranno da una parte all’altra.

La tua attenzione va a caso? I tuoi risultati andranno a caso..

L’arte di padroneggiare l’attenzione è uno degli strumenti più potenti di influenza della realtà.

La realtà è attratta dall’attenzione. Uno degli strumenti più importanti, ma che trascuriamo. Abbiamo la capacità di:

  • Concentrare
  • Orientare
  • Muovere
  • Spostare
  • Distogliere

l’attenzione.

Come abbiamo detto nella prima parte di questo articolo, Tv, giornali, il mainstream, i governi, lo sanno bene…

Se ho un problema, vuol dire che la mia mente è focalizzata su qualcosa e quel qualcosa continua a creare il problema. Ecco perché molto spesso curiamo il risultato, ma non l’origine del risultato.

Qualsiasi cosa su cui mettiamo l’attenzione, viene prodotta nella nostra vita e questo su vari livelli. Concentrando la tua energia su un oggetto ti sincronizzi energicamente con quell’oggetto; lo osservi, lo subisci, lo trasformi.

Come?

Abbiamo tre modi. Tre tipi di attenzione. 

  • ATTENZIONE NEUTRA. Il primo livello di attenzione riguarda una difficoltà del genere umano: quella di stare in silenzio. Il silenzio ti lega alla mente profonda, ti collega ad un Se divino. Se c’è un continuo chiacchierio non riesci a percepire altro. In cosa consiste? Semplicemente nell’osservare senza pensiero e senza giudizio. Ci permette di ascoltare e di sentire. Più ascoltIamo e più emergono nuove informazioni, nuove memorie.
  • ATTENZIONE NEGATIVA. Di qualsiasi oggetto noi possiamo pensare a tutte le qualità e le situazioni negative che mi richiamano quell’oggetto. Pensa all’esempio della mela che avevamo fatto nell’articolo sul passato. Pensa alle dichiarazioni di allenatori o coach di squadre, che si trovano nei giornali. Quando dicono: “la tal squadra è è più forte di noi” stanno dando attenzione negativa a quella squadra, sei d’accordo? Secondo te riusciranno a vincere quella partita? Questa dichiarazione influisce sul livello di prestazione, sul livello emozionale e sul livello energetico.
  • ATTENZIONE POSITIVA. Come possiamo collegare l’oggetto con emozioni negative, lo possiamo anche fare, ancora meglio, con le emozioni positive. Quindi osservando il mio oggetto lo caricherò di tutti i buoni pensieri e buone emozioni che posso. Come ci sono persone che pensano di doversi aspettare sempre il peggio, ci sono altri che si aspettano sempre il meglio. La cosa bella è che ognuno riceve ciò che si aspetta di ricevere…

Questo ci dice che è molto importante capire quale tipo di attenzione diamo alle cose, perché l’intenzione negativa o positiva che sia, è un’intenzione che crea la nostra realtà.

Nel 1700, alla corte di Francia, un alchimista e personaggio famoso scriveva così:

Tutte le cose influiscono su di te solo in quanto tu le pensi e dai loro il potere di turbarti o tediarti.
Se tu cessi di pensare che esse abbiano questo potere, ti volgi dentro a te e ti permetti di dirigere il tuo pensiero, esse spariranno immediatamente dalla tua coscienza e si dissolveranno nel nulla, da cui tu, pensandole,
le hai create.

I nostri pensieri, le nostre parole, hanno un potere incredibile nel creare la nostra realtà e perfino a creare l’ambiente in cui proliferano le nostre cellule.

Ma di questo te ne parlerò in un altro articolo, prossimamente.

Stay tuned! 🙂

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Scritto da Heidi Zorzi

Diventare Mental Coach, mi ha aiutato a comunicare con i miei figli, con i miei allievi, in modo sempre più chiaro ed efficace, e aiuta loro a sviluppare autostima, motivazione, consapevolezza, che sono condizioni importanti sia nello sport, sia, soprattutto, nella vita.

19 Feb, 2021

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