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SEI TU L’ AUTORE DELLA TUA VITA

Heidi blog post Sei tu l'autore della tua vita

La vita è un libro, e tu ne sei l’autore. Sei tu a scrivere la trama e a stabilirne il ritmo, e sei tu – solo tu – a girare le pagine.

-Beth Mende Conny

E tu, sei pronto a girare le pagine della tua vita?

Molto spesso le persone cercano negli altri la causa dei propri guai. Ricordo quando i miei figli tornavano da scuola arrabbiati per qualche “ingiustizia” fatta dalla maestra o da qualche professore. Accoglievo la loro rabbia, poi chiedevo cosa avrebbero potuto modificare loro. Le prime volte la risposta arrivava in modo aggressivo – “Ma è lei che fa questo o quello!” – Ok, e tu cosa puoi fare, se lei non riesce a cambiare questa cosa? – chiedevo, ancora. E’ più facile convincere l’insegnante a cambiare, o convincere te stesso a modificare qualcosina?

Capita molto spesso anche tra noi adulti. Siamo così attenti alle cose che dovrebbero cambiare gli altri e non ci accorgiamo che la cosa più facile da fare è cambiare l’atteggiamento di noi stessi.

Ce la prendiamo molto, anche per le cose negative più insignificanti che sono fatte nei nostri confronti dagli altri, ma non ci curiamo affatto di tutto il dolore e le torture che noi stessi ci infliggiamo. Queste sono la maggior parte, ma pare che non ci interessi…

Se la nostra infelicità e le nostre sofferenze derivassero veramente dagli altri, questo vorrebbe dire che nel momento in cui non viviamo problemi con gli altri, allora dovremmo essere felici; quindi per la maggior parte del tempo dovrebbe essere così, ma molto spesso, non è affatto così!

Dobbiamo diventare consapevoli della quantità di sofferenze che noi stessi ci infliggiamo.

Non abbiamo il controllo sulle altre persone e sui danni causati dagli altri, però abbiamo il controllo su ciò che possiamo fare noi e su quello che ci può presentare la nostra mente.

Tra stimolo e risposta c’è la tua scelta

Victor Frank, neurologo e psichiatra austriaco, dalle origini ebraiche, fu prigioniero dal ’42 al ’45 in quattro campi di concentramento nazisti. Un giorno, nudo e solo all’interno di una minuscola cella, cominciò a rendersi conto di quella che in seguito chiamò “l’ultima delle libertà umane”: la libertà che nessuno avrebbe mai potuto togliergli. La sua identità.

«Che cos’è, dunque, l’uomo? Noi l’abbiamo conosciuto come forse nessun’altra generazione precedente; l’abbiamo conosciuto nel campo di concentramento, in un luogo dove veniva perduto tutto ciò che si possedeva: denaro, potere, fama, felicità; un luogo dove restava non ciò che l’uomo può “avere”, ma ciò che l’uomo deve essere; un luogo dove restava unicamente l’uomo nella sua essenza, consumato dal dolore e purificato dalla sofferenza. Cos’è, dunque, l’uomo? Domandiamocelo ancora. È un essere che decide sempre ciò che è.»

Si rese conto che l’uomo era l’unico essere ad avere la capacità di riflettere sul proprio processo di pensiero e pertanto era libero di scegliere la propria reazione. Noi non siamo le nostre sensazioni. Non siamo i nostri umori. Non siamo neppure i nostri pensieri.

Attraverso questa fantastica facoltà umana dell’autocoscienza, Frank scoprì che tra stimolo e risposta, l’uomo ha la facoltà di scegliere. Ha la facoltà di riprogrammare la sua mente attraverso l’autoconsapevolezza e l’immaginazione.

Quindi i nostri comportamenti sono una conseguenza delle nostre decisioni, non delle condizioni in cui viviamo.

Questo ci rende liberi di agire e non reagire. Tra lo stimolo e la risposta abbiamo la facoltà di chiederci: “cosa voglio ottenere?” Cos’è importante per me?

E’ qui che nasce la responsabilità, ovvero l’abilità di risposta. La capacità di scegliere la nostra risposta o reazione.

Sfera di influenza e sfera di coinvolgimento

Possiamo scegliere il modo in cui reagire, in cui rispondere, ma non possiamo deciderne le conseguenze. Le conseguenze sono governate da leggi naturali. Sono esterne a noi; ci coinvolgono, ma su di esse non abbiamo influenza.

E’ molto importante stabilire, ai fini della nostra responsabilità, cosa rientra sotto la nostra influenza e cosa, invece, ci coinvolge, ma sul quale non abbiamo appiglio. Questo ci aiuta a capire dove concentrare il nostro tempo e la nostra energia.

Il meteo, il governo, il nostro capo, fanno parte della sfera del coinvolgimento; possono non andarci a genio, ma nel momento in cui mi rendo conto che per cercare di cambiare quella situazione esterna a me, mi ci vogliono troppe energie, la scelta consapevole è di farmi coinvolgere il meno possibile. Ogni volta che pensiamo che il problema sia là fuori, quello è il reale problema perché gli permettiamo di controllarci.

Giornalmente ci troviamo di fronte  tre tip idi problemi:

  • Problemi che riguardano il nostro comportamento, sui quali abbiamo un controllo diretto;
  • Problemi che riguardano il comportamento di altre persone, sui quali abbiamo un controllo indiretto
  • Problemi che riguardano cose successe in passato o le realtà ambientali, sulle quali non abbiamo nessun controllo.

Ciò a cui devo dedicare le mie energie, sta nella sfera della mia influenza. Cosa posso modificare del mio comportamento? Su cosa mi è utile concentrarmi? Al posto di concentrarmi su ciò che mi manca, mi concentro su quello che ho e come posso utilizzarlo al meglio. Piuttosto di andare a rimuginare sul passato, mi concentro su ciò che posso fare ora, per il futuro. Vado al passato solo per imparare dagli errori fatti ed usarli come monito, non uso il passato come predizione del futuro.

Conclusioni

Il segreto è quello di ampliare sempre più la propria sfera di influenza, scegliendo con attenzione la nostra reazione in ogni circostanza.

E’ nella quotidianità che sviluppiamo la nostra responsabilità:

  • Nel modo di guardare ai problemi. Ci focalizziamo sull’errore o cerchiamo la soluzione?
  • Nella direzione in cui focalizziamo la nostra attenzione. Andiamo a rivangare nel passato o operiamo ora per il futuro?
  • Nel linguaggio che usiamo. Usiamo i verbi modali in modo consapevole? Usiamo termini di guerra o termini di pace? di paura o di fiducia?
  • Nell’assenza di giudizio, verso di noi e verso gli altri. Quando fai un errore, lo ammetti, lo correggi e da esso impari, o ti giudichi incapace? E quando sbagliano gli altri?
  • Nel mantenere la nostra parola. La coerenza tra parola ed azione è fondamentale come quella tra essere ed apparire.

Il rispondere con abilità ci permette di essere liberi di vivere in maniera felice.

Lo reputo fondamentale 🙂

E tu?

 

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Scritto da Heidi Zorzi

Diventare Mental Coach, mi ha aiutato a comunicare con i miei figli, con i miei allievi, in modo sempre più chiaro ed efficace, e aiuta loro a sviluppare autostima, motivazione, consapevolezza, che sono condizioni importanti sia nello sport, sia, soprattutto, nella vita.

28 Nov, 2020

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