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DA EMOZIONI A SENSAZIONI…E VICEVERSA

Post Blog Heidi Da emozioni a sensazioni

Bio-risposta cellulare

Ogni emozione che proviamo, si manifesta nel nostro corpo, nelle nostre cellule, con una risposta sensoriale. Pensa a quando arrossiamo, quando sentiamo i brividi o ci scende una lacrima.

Abbiamo cominciato a parlare di emozioni nelle scorse settimane (se non li hai già letti trovi gli articoli qui e qui.) e oggi, come promesso, continuiamo il discorso.

Per andare più nel profondo, voglio farti fare un esercizio.

Sei pronto per l’allenamento?

 

L’esercizio che possiamo fare, si chiama bio-risposta cellulare. Ci serve per comprendere i segnali biologici, le risposte del nostro corpo, perché, come abbiamo visto, le emozioni non sono nella testa, ma nelle cellule.

Ora impariamo come fare.

Cerca nella mente delle situazioni in cui hai avuto.

  • Paura
  • Curiosità
  • Coraggio
  • Energia
  • Compassione ( La Compassione non è il sostantivo di compatire, ma è la sensazione in cui hai sentito una forte empatia, un forte sentire per l’altra persona, un amore infinito, un legame stretto con una persona o con un animale.)

Ora scrivi ogni situazione in cui hai avuto la sensazione che stai elaborando, descrivendola piuttosto in modo specifico. Nota, mentre scrivi e rivivi ogni episodio, dove queste emozioni si localizzano nel tuo corpo. In quali zone? Come si manifestano?

  • Potrebbero esserci sensazioni corporee specifiche (spesso, per esempio, la paura viene sentita nella bocca dello stomaco)
  • Possono esserci sensazioni uditive (tremolii, rumori di fondo, parole, self talk)
  • Possono esserci sensazioni visive (ricordi colorati, in bianco e nero, sfuocati, fermo immagine, in movimento)

Ricordi una volta che hai avuto paura? Una volta in cui sei stato curioso o coraggioso? Soffermati a pensare dove erano queste sensazioni, dove le sentivi.

Alcuni feedback del nostro corpo sono molto comuni, sono i centri energetici, altri sono molto personali. Possiamo capire quali sono i messaggi che ci invia il nostro corpo. Quando le nostre cellule inviano questi segnali. Facendolo impariamo a diventare ancora più sensibili ad energie ancora più sottili.

A cosa serve questo esercizio?

Immagino ti stia chiedendo il motivo di questo esercizio. Se mi stai seguendo in questi articoli settimanali, ti ricorderai che abbiamo detto che dietro ad ogni scelta, ogni situazione che viviamo, si nascondono delle emozioni. Prendi per esempio l’emozione della paura: hai messo l’attenzione sulle reazioni del tuo corpo, quando hai paura? E’ una paura motivata o immaginata? Cosa succede? Ti senti la bocca asciutta? Un groviglio a livello della bocca dello stomaco? Senti dei brividi localizzati? Cosa altro ancora?

Tutte le sensazioni che provi ti permettono di riconoscere la paura. Molto spesso, facendo caso a questi segnali corporei ci rendiamo conto che le stesse sensazioni le viviamo anche in situazioni diverse: una litigata, un’arrabbiatura, una critica subita, un ritardo… Scopriamo ben presto che molte situazioni della nostra vita che non ci piacciono, sono legate alla paura. Paura di non essere abbastanza, paura nello scoprire cose non aspettate, paura di ciò che non conosciamo, paura dell’abbandono…

Durante questo lavoro di consapevolezza ci rendiamo ben presto conto che ogni emozione ci riporta, in ultima analisi alle tre emozioni di fondo: Paura, Piacere, Potere.

Un alleato fondamentale

Il nostro corpo diventa così un alleato fondamentale. Ci permette di capire cosa si nasconde dietro a quell’emozione. Ci consente di riconoscere sensazioni diverse e di legarle a determinate emozioni. Ci porta a riconoscere le emozioni che ci scatenano reazioni poco utili. Ma andiamo per gradi con l’aiuto dei recenti studi di Porges (2014)

Il cervello rettiliano è addestrato a due risposte principali: l’attacco e la fuga. Queste due reazioni sono determinate dal sistema simpatico che agisce sul metabolismo e sul battito cardiaco: le pupille si dilatano, il cuore accelera in modo che ai muscoli arrivi più ossigeno, e più sangue, la pressione del sangue aumenta e i polmoni fanno passare più aria. Il sistema digestivo invece si ferma per non disperdere energie. il sistema immunitario si blocca, sempre per non distogliere energie.

Quando la situazione diventa ingestibile e ci sentiamo impotenti, il sistema blocca le facoltà razionali superiori. Prende il comando il sistema parasimpatico, le emozioni derivanti sono rassegnazione, rinuncia, apatia, tristezza.

Questi sono i due sistemi più antichi, poi con l’avvento dei mammiferi si sviluppò un terzo sistema chiamato ventro-vagale che si manifesta con battito e respiro tranquilli e agisce nelle relazioni sociali che danno sicurezza, accoglienza, amore e determina uno stato di equilibrio interiore.

Mentre i primi due sistemi simpatico e parasimpatico  hanno direzione dall’interno, verso l’esterno (dal midollo spinale verso gli organi) il sistema ventro-vagale tende ad avere direzione opposta, dall’esterno all’esterno.

Questo determina la nostra salvezza. 🙂

Corpo, mente, ambiente

Attraverso il corpo, la fisiologia, possiamo determinare una reazione più utile attraverso semplici gesti:

  • Il respiro. Rallentando il respiro e focalizzandomi sulla zona del cuore, entro in Coerenza Cardiaca riportando il cuore a battiti più regolari
  • La postura. Modificando la posizione del mio corpo determino una produzione diversa di ormoni. Spalle larghe, petto in fuori, sguardo fiero, sono atteggiamenti che richiamano emozioni di forza, di sicurezza, di centratura.
  • L’espressione del volto. Il sorriso determina un azione sui muscoli facciali che danno l’avvio alla produzione di neuro trasmettitori del benessere: Dopamina, Ossitocina, Serotonina, Endorfine.
  • Il movimento. L’attività fisica attiva buona parte dei neuro trasmettitori del sorriso, ed ecco che una giornata grigia cambia colore grazie ad una corsa, una passeggiata, un po’ di yoga, o casa più ci aggrada.

Attraverso la mente possiamo riportare un’immagine o il ricordo di una situazione in cui abbiamo avuto successo, un’immagine di amore e condivisione, un momento in cui ci siamo sentiti amati, grati, coccolati.

Attraverso l’ambiente possiamo creare le condizioni ideali per farci stare bene: il suono di una dolce melodia che ci piace ascoltare o ballare, il senso di condivisione della fiamma di una candela, la compagnia di persone che ci vogliono bene, il senso di appartenenza nell’immergersi nella natura.

Tre step per cambiare

  • Primo step: Sposta l’attenzione dall’esterno all’interno. L’abbiamo già visto nell’articolo “Sei causa o effetto?”  Finché cerchiamo le colpe negli altri o ci giustifichiamo, non saremo mai liberi di prendere in mano la nostra vita. Finché non capiamo che le giustificazioni che ci diamo, sono solo il frutto di convinzioni e programmazioni che hanno plasmato il nostro modo di affrontare la vita, vi resteremo invischiati.
  • Secondo step: Ascoltati. Trasforma la paura in curiosità e sposta l’attenzione sulle sensazioni che ti provoca. Osservale senza scappare, entraci ed affrontale per il tempo necessario a riconoscerle, accettarle e trasformarle.
  • Terzo step: Aiutati, attraverso il sistema ventro-vagale a riportare il cuore in coerenza, ad abbassare le tensioni ed aumentare i momenti di benessere, a nutrire i tuoi pensieri con amorevolezza, a ritrovare sicurezza e fiducia, partendo dalla postura del tuo corpo.
E poi ridi, canta, balla, ritorna bambino e stupisciti.

Te lo meriti! 🙂

 

Vuoi saperne di più? Contattami!

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Scritto da Heidi Zorzi

Diventare Mental Coach, mi ha aiutato a comunicare con i miei figli, con i miei allievi, in modo sempre più chiaro ed efficace, e aiuta loro a sviluppare autostima, motivazione, consapevolezza, che sono condizioni importanti sia nello sport, sia, soprattutto, nella vita.

9 Apr, 2021

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